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L’impresa o l’agenzia offre l’opzione d’acquisto di un immobile o di un’area invece della proposta? Ci sono luci e ombre

Quando un mercato “fatica” occorre spesso “trovare ” nuove idee per vendere. Nel mercato immobiliare una di queste “idee”, peraltro non nuove ma impostesi negli ultimi tempi per provare a superare l’inpass delle vendite, si chiama opzione. L’opzione d’acquisto differisce dalla tradizionale proposta d’acquisto subordinata all’accettazione del venditore, perché di fatto con l’opzione il venditore si impegna per un lasso di tempo (dai 6 ai 24 mesi) a rimanere vincolato al proponente. Ovviamente in questo periodo il venditore non può in nessun caso trattare con terzi l’immobile opzionato. L’opzione non è quasi mai a titolo gratuito ma a titolo oneroso poiché la somma a fondo perduto da versare deve esser “la prova tangibile” Della reale volontà di voler portare a termine l’operazione. Di norma l’opzione si applica: a) Quando l’immobile da acquistare è subordinato alla vendita di un altro immobile b) Quando l’immobile da acquistare è un corpo di fabbrica da “spacchettare” e vendere frazionatamente. In questi casi è concesso all’opzionante la possibilità di far sottoscrivere ulteriori proposte di acquisto con bene evidenziato l’opzione madre in corso. Se questa operazione va in porto almeno parzialmente nei tempi stabiliti, scatta l’acquisto definitivo altrimenti si perde la somma versata quale caparra; c) Quando il cespite da acquistare è un’area edificabile e si inizia il solito lungo iter nelle pastoie della burocrazia per addivenire al “permesso di costruire”. Quando ciò avviene si concretizza la vendita dal notaio altrimenti le parti sciolgono ogni rapporto ma il proponente lascia sul campo la somma versata.

Gianfederico Belotti

7 commenti

  1. Carla

    il   said 

    Ho ricevuto un’offerta per l’acquisto di un vecchio immobile che ho ereditato in valle Seriana. L’acquirente è un impresario, l’offerta mi è stata fatta da un’agenzia immobiliare. Mi piacerebbe che un altro agente immobiliare potesse visionare la casa come “mio consulente personale” giusto per capire se l’offerta che mi è stata fatta (e che a detta dell’agenzia immobiliare che mi ha contattato sarebbe assai generosa…) è davvero congrua. Sarebbe possibile avere un servizio del genere e, per avere un’idea, a quali costi?

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    • Area Immobiliare

      il   said 

      Sig.ra Carla è bene sicuramente verificare la congruità dell’offerta ricevuta facendo fare una stima a un esperto agente immobiliare che abbia la giusta sensibilità del mercato di zona. I costi della perizia vanno preventivamente concordati.

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  2. Qual è la caparra minima, calcolata in percentuale al valore dell’immobile, che un acquirente dovrebbe rilasciare, “a perdere!” nel caso l’operazione poi non dovesse concludersi per opzionare un immobile per 12 mesi? Ho ricevuto una proposta in tal senso…. Grazie davvero.

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    • Area Immobiliare

      il   said 

      Sig.ra Simonetta non v’è un minimo o un massimo prestabilito per la caparra. Usi e consuetudini della provincia di Bergamo indicano il 10% dell’importo complessivo oggetto di compravendita fatto salvo sempre diversi accordi tra le parti.

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  3. Emanuele

    il   said 

    Egregio dottor Belotti, da anni acquisto e leggo puntualmente i suoi osservatori immobiliari, strumenti preziosissimi per aggiornale le valutazioni ma anche per capire i mille aspetti del mondo immobiliare. Comp0limenti vivissimi: credo che nessun’altra città in tiutta Italia, grandi capoluoghi compresi, abbia un volume dedicato fatto così bene…

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    • Area Immobiliare

      il   said 

      Sig. Emanuele, intanto la ringrazio tantissimo per gli apprezzamenti. In effetti non risulta esserci in nessun’altra città d’Italia un osservatorio immobiliare che analizzi i valori via per via e molte volte con rimarchevoli suddivisioni all’interno della stessa via. A questa analisi aggiungasi i commenti e le tendenze del mercato riassunti dai suoi protagonisti.

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  4. Rosita

    il   said 

    Ci è stata chiesta 1 opzione di 3 mesi su un immobile per le verifiche in Comune. Dopodiché avrebbero luogo compromesso (con versamento del 10% del valore) e dopo altri 3 mesi il rogito (con saldo).
    Questa opzione non dovrebbe anch’essa essere a titolo oneroso? Perchè sembra che negli usi locali non lo sia.

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